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26/03/14

Basta uno sguardo e un ricordo: un racconto


I suoi piedi ancora caldi scivolano lentamente sul pavimento gelato come le lame dei pattini che disegnano cuori spezzati sul ghiaccio. Quello squillo quasi monotono del citofono suona fra i suoi pensieri ancora annebbiati a causa del sonno. Percorre il corridoio che le appare chilometrico, avviandosi verso la porta, dietro la quale sa che c'è una luce accecante. “Arrivo, arrivo!” esclama, senza badare al fatto che i suoi capelli siano disordinati e che sotto i suoi occhi ci siano dei lividi neri: occhiaie.
Davanti a sè trovo una figura maschile dalla pelle pallida come la luna, lui emana una luce angelica come quella di un santo. I suoi denti bianchi come l'avorio non compaiono da sotto le sue labbra. Lei sa che è successo qualcosa. Gli occhi del ragazzo sono un bosco, un bosco verde immenso. Ogni volta che lo vede lei ci si perde, come se ci corresse in mezzo, sorpresa che tutti gli alberi intorno a lei brillino. Ma oggi è in quel bosco che non brilla, i suoi passi sono pesanti e non riesce ad andare avanti. Nemmeno lui.
A volte non servono le parole. Basta vedere che gli occhi non brillano, basta ricordarsi com'era: per poi paragonare il ricordo con il presente. E sapere che il presente è il futuro, se non peggiora.
Lei annuisce, abbassando lo sguardo. Non vuole sentire quelle parole, può immaginarsele. Non vuole una spiegazione da parte del ragazzo: nessuno può rendere comprensibile il fatto che alcuni sentimenti non ci sono più attraverso delle parole. Basta uno sguardo e un ricordo.
di Perla


22/01/14

Quello che non so di te (un racconto via mail)

- “Ehi, ho saputo ke ti sposi con Manuel ! Mi disp ke nn ci siamo potute vedere x un casino di tempo, ma ora mi tocca anke fare i turni di notte all'ospedale e nn ho un secondo libero. E tu? Cm va? (-:”
- “Ciao, io tt ok e sn agitatissima x il mio matrimonio: è sl tra qualche mese! Tu cm stai? Il lavoro ti dà molti problemi, a quanto vedo!
Ho saputo della morte di una tua paziente della quale eri diventata molto amica. Mi disp molto, però, cm sai io sn una detective e intervengo sl quando c'è un assassino.”
- “Grazie 1000. <3”
Tre giorni dopo... 
- “Ciao, cm va il matrimonio?Si sta avvicinando il fatidico giorno!Fortunata te: al mio ospedale stanno morendo molte persone (ne sn morte già 3). Sn morte x AIDS, una malattia terribile a cui nn abbiamo ancora trovato la cura. Nn riesco a dormire la notte al sl pensiero ke mia figlia si stia piano piano avvicinando alla morte, xkè, cm sai, è ammalata di AIDS.”
- “Mi disp molto, x tt questo, soprattutto x tua figlia.
L'altro giorno sn venuta al tuo ospedale e un medico mi ha detto ke i tuoi pazienti sn morti xkè qualcuno li usava cm cavie. Il xkè nn si sa ma stiamo cercando il colpevole...”
- “Cm può qualcuno essere così crudele da usare cm cavia delle persone innocenti. All'inizio nn te lo volevo dire, ma ora devo dirtelo: ieri a fare il turno serale eravamo io e Manuel, e lui era molto teso, il xkè nn lo so. Dp un po' mi si stavano x kiudere la palpebre, così sn andata al piano di stt x prendere un caffè alla macchinetta; ed è stata questione di qualke minuto... Ho sentito un urlo ke mi ha gelato le ossa. Sn subito salita di corsa e la paziente della stanza 13 era morta. E così sn morti anke altri pazienti e Manuel era presente lì tt le volte. Secondo me è stato lui xkè un chirurgo sa cm si fanno queste cose e nn ti 6 mai kiesta xké è sempre lui vicino al cadavere? Pensaci bn Clary, xké dalla tua scelta dipende la vita di molti pazienti.”
Una settimana dp...
- “Ciao Chloe, ho scoperto cose agghiaccianti in questi giorni... Ho creduto ke il mondo mi crollasse addosso, ke ogni singolo soffio di vento mi venisse contro x spazzarmi via...
So ke a volte si fanno scelte ke nn sn corrette nei confronti degli altri... So ke tt quello ke è successo nn è accaduto x errore. Ti kiederai di ke sto parlando ma in realtà tu lo sai meglio di me. So ke cosa hai fatto Chloe... Ho guardato le registrazioni delle telecamere interne x sapere cos'è successo veramente: ti ho vista Chloe... Nn 6 andata a prendere il caffè, 6 andata nella stanza 13 e nn 6 uscita fino a ke la paziente nn ha gridato. Nn so cosa tu abbia fatto in quella stanza, fatto sta ke la paziente è morta mentre tu eri lì. Quindi 6 stata tu a usare cm cavia quelle persone x trovare una cura x l'AIDS, così avresti salvato tua figlia. Credevo ke tu fossi la mia BF, invece mi hai mentito fin dall'inizio! )-:
Cmq spetterà al giudice la decisione finale.”




di Sara e Chiara

08/01/14

recensione del libro "T.Y.P.O.S. Verità"

Autore: Pierdomenico Baccalario

Genere: azione

Casa editrice: Fanucci

Anno di pubblicazione: 2012
 
Trama: T.Y.P.O.S è un giornale clandestino di ragazzi delle superiori spacciatori di verità. Loro pubblicano su di esso le malefatte commesse da politici e del K-Lab, un'associazione criminale che gestisce gli sporchi traffici di denaro nella città di Maximum City. 
I ragazzi vengono informati che il presidente di uno staterello in Africa usa i soldi dello stato per comprare armi e razzi nucleari. Tra inseguimenti e sparatorie, dovranno fermare quel malfattore.

Vi consiglio questo libro perché è scritto molto bene e tiene il lettore col fiato sospeso fino alla fine.
  Di Michele

I sogni


I sogni sono delle immaginazioni irrealizzabili o comunque improbabili che avvengono. A qualsiasi età si può sognare; la maggior parte delle persone sogna quando dorme, ma ci sono anche i grandi sognatori che passano i momenti più noiosi di una giornata a sognare.
Ma insomma, cos’è un sogno? Di solito sogniamo di ciò che vorremmo che accadesse, ma sappiamo che non succederà mai, oppure sogniamo di ciò che ci fa paura e non vogliamo proprio che accada (gli incubi) oppure sogniamo di cose di cui sappiamo che accadranno presto e per questo ci eccitano.
Si sa poco del fenomeno del sognare, ma dopo una recente ricerca scientifica si è arrivati alla seguente conclusione: si dovrebbe sognare perché la mente elabora informazioni sulla persona (per esempio in base su quanto la persona è stressata, un fatto che deve succedere o è già successo oppure in base alle relazioni sociali con le altre persone), creando così degli eventi immaginari, che abbiano comunque una correlazione con la realtà e spesso sono ispirate ad eventi reali.
Ora, perché è bello sognare, spesso essendone coscienti? Sognare “ad occhi aperti” è spesso un modo per vivere meglio la realtà e pensare di meno ai momenti che ci fanno soffrire e al dolore e le delusioni che porta con sé la vita; serve quindi per rifugiarsi in un mondo perfetto.
Ci sono molti tipi di sogni: quelli da “filmini” (un giovane che deve affrontare il suo primo colloquio di lavoro e s’immagina la conversazione, oppure una ragazza che il giorno seguente uscirà con un ragazzo e s’immagina la situazione) a delle vere e proprie immaginazioni (una persona che immagina di vivere in un altro mondo, che abbia un altro lavoro oppure una ragazza che sogna di un ragazzo che non vede più e s’immagina di frequentare proprio quel ragazzo).
Questo è la mia teoria sui sogni.
Scritto da: Pearl

27/11/13

La prescelta



Sentirsi soli, sperduti nell'universo, tristi... Non sono mai belle sensazioni.
Tutte le sensazioni più brutte mi stanno pervadendo il corpo. Come mai? Mi sono persa in un labirinto. Facile! Intendo perdersi in un labirinto.
Non siamo mica tutti intelligenti come Arianna!
Non sapete chi è Arianna? Come no?! Arianna, quella di Teseo e il minotauro! Non conoscete la storia? Sì? Ah, beh! Allora non serve che ve la racconti.
Torniamo a me. Mi sono persa in questo labirinto perché... No, forse è una storia troppo lunga! La volete sentire? Davvero? Allora iniziamo!
Ero uscita da casa per fare una passeggiata, quando ho visto un sassolino cadere dall'alto.
Strano!” ho pensato. “Qui vicino non ci sono montagne o rocce ne alberi o altro!”
Mi sembrava impossibile quanto era successo...
All'improvviso il sassolino ha iniziato a vibrare e a rotolare per terra. Lo ho seguito...
Un sassolino, che rotola e che vibra, sembra una cosa sovrannaturale!” ho continuato a pensare fino a quando si è fermato. Si è fermato davanti a un labirinto, a questo labirinto.
Pervasa dalla mia curiosità, ho deciso di inoltrarmi...
E così eccomi qua! Seduta nel mezzo di un labirinto, sola, sperduta...
scusate se non mi sono presentata: avevo miliardi di pensieri in testa...
Adesso non mi voglio perdere in chiacchere, altrimenti finirò per raccontarvi magari che cosa ho mangiato ieri sera e perché.
Mi chiamo Clary Eastwood, ho 13 anni e vivo con i miei genitori e i miei due gatti (beh, dovrei dire: un gatto e una foca) a Rainbowbrooke, una città nel Main.
Ecco, questo è tutto di me. Anzi no, non è tutto: frequento un corso di danza nella mia città e la mia migliore amica si chiama Francesca (o Francy per gli amici).
Con lei condivido tutto, compresa la mia passione per la danza e per il pianoforte. Già, amo il pianoforte e in seconda media ho frequentato un corso per imparare a suonarlo. Diciamo che non sono molto brava ma me la cavo.
Un'altra cosa, mi piacciono i cavalli. Ok,ok. Ho paura. Non mi è facile ammetterlo. Diciamo che mi piacciono i cavalli a una certa distanza e uno dei miei infiniti desideri è di imparare ad affrontare la mia paura. Vorrei riuscire a controllarla...
Credo che sia un sogno chiuso in un cassetto, a chiave, con un lucchetto e tantissime catene. Ah, e anche con una password impossibile da ricordare come: AMOOOO157SQEINOCIQZ00001295BENCITURDFGO000H9107SRBELH. Lunghissima e impossibile da ricordare.
Ehi, aspettate un momento... Il sassolino che mi ha fatto “compagnia” da quando sono qui ha iniziato a tremare un'altra volta...
Adesso però vibra con più violenza, come se un terremoto, al suo interno, stia per scoppiare...
Il sassolino sta proiettando l'immagine di un uomo, il quale sta parlando una lingua straniera mai sentita che stranamente comprendo.
Dice che sono la prescelta...
Mi saltano in testa mille domande: “Prescelta di che cosa ?”, “Perché proprio io ?”, “Come faccio ad uscire da questo labirinto ?”
Continuo a pensarci su ma non riesco a trovare nessuna risposta a quelle domande...



di: Sara

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