26/03/14

Basta uno sguardo e un ricordo: un racconto


I suoi piedi ancora caldi scivolano lentamente sul pavimento gelato come le lame dei pattini che disegnano cuori spezzati sul ghiaccio. Quello squillo quasi monotono del citofono suona fra i suoi pensieri ancora annebbiati a causa del sonno. Percorre il corridoio che le appare chilometrico, avviandosi verso la porta, dietro la quale sa che c'è una luce accecante. “Arrivo, arrivo!” esclama, senza badare al fatto che i suoi capelli siano disordinati e che sotto i suoi occhi ci siano dei lividi neri: occhiaie.
Davanti a sè trovo una figura maschile dalla pelle pallida come la luna, lui emana una luce angelica come quella di un santo. I suoi denti bianchi come l'avorio non compaiono da sotto le sue labbra. Lei sa che è successo qualcosa. Gli occhi del ragazzo sono un bosco, un bosco verde immenso. Ogni volta che lo vede lei ci si perde, come se ci corresse in mezzo, sorpresa che tutti gli alberi intorno a lei brillino. Ma oggi è in quel bosco che non brilla, i suoi passi sono pesanti e non riesce ad andare avanti. Nemmeno lui.
A volte non servono le parole. Basta vedere che gli occhi non brillano, basta ricordarsi com'era: per poi paragonare il ricordo con il presente. E sapere che il presente è il futuro, se non peggiora.
Lei annuisce, abbassando lo sguardo. Non vuole sentire quelle parole, può immaginarsele. Non vuole una spiegazione da parte del ragazzo: nessuno può rendere comprensibile il fatto che alcuni sentimenti non ci sono più attraverso delle parole. Basta uno sguardo e un ricordo.
di Perla


Il karaoke


Ciao!
Quante volte vi capita di incontrare una persona che ha le vostre stesse passioni?
A noi due è successo.
Ci conosciamo da due anni, e subito abbiamo scoperto di avere una passione in comune: quella per il canto.
Di tanto in tanto ci troviamo a casa di una di noi due, accendiamo il computer, scegliamo delle canzoni che sappiamo bene e facciamo il karaoke.
La canzone che più ci piace cantare è “Just give me a reason” di Pink.
Molte volte, quando la canzone ci viene particolarmente bene, registriamo con il cellulare per poi riascoltarci una volta finito.
Dopo un oretta e mezza alle prese con il canto, facciamo merenda mangiando le schiacciatine con la nutella.
Ci piace anche molto ballare, infatti spesso giochiamo con la Wii a “Just dance 4”. Il nostro ballo preferito è “Good Feeling".
 Quando abbiamo finito di cantare e ballare ci sediamo sul letto e chiacchieriamo, ci confidiamo e ci raccontiamo i nostri segreti/difficoltà.
Ci fidiamo molto l'una dell'altra. 

ADESSO VI SALUTIAMO ;) 

alla prossima!                      

di Mariangela e Chiara

Paura pre esame


Eccoci...manca poco. Poco per modo di dire ma agli studenti inizia ad arrivare un po' di paura. Credo sia normale, almeno spero, perché questa paura coinvolge anche me!!!
La paura riguarda il non farcela o il non riuscire a finire il programma e di conseguenza non saper rispondere ai quesiti richiesti. Paura di impappinarsi durante l'esame orale e fare scena muta dopo aver studiato giorni su giorni, notti su notti.
Credo che questa sia una paura che accomuni tutti gli studenti che per la prima volta devono affrontare un esame importante come questo. Vorrei poter dare un consiglio ma l'unica cosa che riesco a dire è che ho molta paura anche io. Non per essere immodesta ma sono una che studia e fa il suo dovere però a volte succede di rimanere indietro così ogni giorno che passa mi sale più la paura di non potercela fare .
Un consiglio forse però riesco a trovarlo… è inutile cercare adesso di strafare, studiate bene ciò che avete fatto e vedrete che anche se non saprete qualcosa ma riuscite a fare giusto quello che avete studiato sarete già avvantaggiati.

di Nicole


Il nostro torneo di pallavolo (maschile)


E' cominciato tutto mercoledì 19 febbraio, quando noi alunni preselezionati per la rappresentativa di pallavolo ci siamo trovati in palestra per una nuova selezione. Le prime impressioni erano positive ma non delle migliori. Le due insegnanti (la prof.ssa Sartori e la prof.ssa Landi) non si aspettavano all'inizio un risultato eccellente, invece così non è stato. Venerdì 21 febbraio in 12 ragazzi siamo partiti per il Palaresia, dove avremmo disputato il torneo. Le partite di qualificazione erano a tempo, per la precisione duravano 12 minuti, mentre le semifinali e la finale erano al meglio dei tre set, per vincere, quindi, dovevamo conquistarne 2. Appena arrivati non eravamo sicurissimi di noi stessi, ma col passare del tempo, partita dopo partita ci siamo resi conto che potevamo aspirare alla vittoria. Dopo i gironi di qualificazioni eravamo ancora imbattuti. Avevamo sconfitto già 4 scuole con buoni punteggi. Siamo arrivati alla semifinale con delle energie sufficenti per vincere e così è stato. Siamo riusciti ad imporci sugli avversari, le Archimede, dopo soli 2 set. Eravamo fieri di noi stessi. La finale è stata la partita nettamente più dura, tanto che ci siamo dovuti arrendere al cospetto dei fortissimi avversari di Merano, che hanno vinto dopo i due set. Ma niente rimpianti! Con solo un allenamento siamo riusciti ad arrivare secondi. Io personalmente ero felicissimo, ma anche i miei compagni. Dopo quest'ultima partita ci hanno premiati e siamo tornati a casa. E' stata una giornata fantastica e non solo per il risultato. Ci siamo divertiti, abbiamo scherzato e, ovviamente, giocato. Il torneo è stato organizzato bene ed anche il Palaresia mi è sembrato il luogo adatto. La professoressa Sartori ci ha incitato e caricato fino alla fine, dicendoci bravi quando ce lo meritavamo e riprendendoci e dandoci dei consigli quando sbagliavamo e ha lei va un grazie per l'impegno e la passione.


Al torneo, in qualità di giocatori vi erano:
Leonardo Marotta, Davide Michiante, Lorenzo Rabbiosi, Marco Convento, Simone Bacchiega, Daniel Campagnola, Jan Fragiacomo, Omar Mansouri, Alex Andreoli, Luca Tait, Andrej Selagea, Luca Pignieri.
 
 

 
Per altre informazioni e per la cronaca cliccate qui!

di Daniel

23/03/14

Il canile sanitario Sill: un'intervista

Mercoledì 12 febbraio Giada ed io siamo andate al canile sanitario di Bolzano (SILL). Il canile si trova a nord di Bolzano, vicino Castel Roncolo.
La mia compagna Giada ed io abbiamo intervistato due dei responsabili del canile, un uomo e una donna.
Il signore ha il compito di occuparsi dei felini randagi della provincia di Bolzano; cosa obbligatoria visto che i felini, grazie a una legge provinciale del 2001, possono vivere liberamente; a patto che siano sterilizzati. La signora invece è una dottoressa specializzata nel comportamento dei cani, ma anche nel indirizzare il cane nella giusta famiglia. L'ho intervistata.
Cos'è un canile sanitario?
La differenza principale tra un canile sanitario e rifugio è quello che nel primo dev'essere presente obbligatoriamente un veterinario, ed è anche sotto sorveglianza dell'Asl (Azienda Sanitaria Locale). In effetti nel canile Sill il veterinario è presente di lunedì, martedì e giovedì.
Perché i cani vengono portati nei canili? Quali sono le principali ragioni?
Un cane che morde viene subito portato nel canile, per essere sottoposto a un controllo dalla durata di 10 giorni. Questo controllo viene fatto per assicurare che l'animale non abbia la rabbia.
Le ragioni principali per cui i cani vengono portati in canile sono, come detto prima, per controlli, malattie, incidenti, problemi familiari, maltrattamenti.
Il canile sanitario Sill ha anche una funzione pedagogica ed educativa verso gli studenti.
Da cosa può derivare un comportamento aggressivo dei cani?
In genere un comportamento aggressivo si sviluppa nei cani quando sono cuccioli, per lo più attraverso giochi. Questo d'altronde può succedere a tutte le razze. Faccio un esempio: se io gioco con il mio barboncino a "tira la corda" sin da quando esso è piccolo, e quindi gli insegno di aggrapparsi con i denti a qualcosa tirando, può capitare che un giorno il mio barboncino si aggrappi al mio avambraccio, pensando che sia lo stesso gioco, e quindi potrebbe causare danni. Il problema è poi che i padroni danno la colpa proprio al quattrozampe, senza pensare a come hanno cresciuto il cane. Ai dipendenti della Sill capita spesso di ricevere telefonate da parte di padroni che non sanno cosa fare con il comportamento del loro cani e quindi chiedono di consigli.
Perché la gente preferisce adottare un cucciolo a un cane adulto?
Ritornando alla domanda precedente, una persona preferisce adottare un cucciolo proprio perché così lo possa crescere da solo e a suo modo (detto sia in senso positivo, sia in senso negativo).
Ci sono delle incomprensioni nel rapporto tra un cane e il suo padrone? Perché?
Di certo ci sono incomprensioni nel rapporto di un uomo con un cane. Noi siamo abituati a comunicare parlando, in alcuni casi gesticolando. I cani devono vedere il loro capobranco, per poi obbedirgli. 
Quanti cani ci sono in Alto Adige? Vengono abbandonati meno cani nella nostra provincia che in altre?
In Alto Adige ci sono circa 35.000 cani su 500.000 abitanti (più o meno un cane ogni quindici abitanti, ndr). La percentuale di abbandono di cani nella provincia di Bolzano è più bassa rispetto al resto d'Italia per via del controllo più attento da parte dell'Asl ma anche per via della mentalità diversa della popolazione.
Quali sono i dipendenti alla Sill?
Al canile Sill lavorano quattro operatori tecnici, una dottoressa esperta nel comportamento dei cani e nell'indirizzamento dei cani nelle famiglie, un veterinario responsabile, un altro dottore e due sorveglianti che però girano a Bolzano.

di Perla

La pagella

Ogni anno arriva quel momento di terrore, odiato da quasi tutti gli studenti, quel momento che mette panico, che crea angoscia, litigi e conflitti: la consegna delle pagelle.
Chi non si è mai spaventato poco prima della consegna delle pagelle?
Beh, crediamo che questa sia una cosa del tutto normale.
In quel momento mille pensieri passano per la testa e ci si pone mille domande:
avrò materie sotto?
Se sì, quante?
Che voto avrò preso in condotta?
Come reagiranno i miei genitori se la pagella non sarà quella che si aspettano?
E poi arriva il momento cruciale: la consegna.
Quando le pagelle vengono consegnate tutte le nostre paure vengono a galla e non si fa altro che sperare che sia andata bene.
Quando si trova il coraggio di iniziare a leggerle e di guardare tutti i voti, in alcuni casi va meglio di quello che l'alunno potesse aspettarsi perché, al giorno d'oggi, anche i professori sono più comprensivi di quelli di una volta.

Quando si portano a casa e, con tutta l'ansia possibile, si consegnano ai genitori sperando che non si deludano se la pagella non è andata come loro si aspettavano.
Ogni genitore reagisce in modo diverso, ma anche se la pagella non è esattamente come ci si aspettava, l'importante è non scoraggiarsi mai e cercare sempre e in tutti i modi di recuperare.

di Mariangela e Margherita

Il mio sport: jiu-jitsu

Vorrei parlarvi di uno sport che pratico ormai da quattro anni. Si tratta di un'arte marziale brasiliana chiamata jiu-jitsu, dove non sono permessi calci o pugni ma strangolamenti o chiavi agli arti. Potrebbe sembrato violento o pericoloso, ma viene praticato nella massima sicurezza. La palestra giovanile si trova al Palamazzali di viale Trieste e gli allenamenti si frequentano martedì e giovedì alle 18:00. Trovo questo sport interessante e istruttivo.

Ogni anno, a maggio, si organizza un torneo a cui possono partecipare i ragazzi delle scuole di arti marziali di Bolzano, San Genesio e Laives. Ci possono essere solo ragazzi dai sei ai sedici anni. Ogni volta è un'esperienza divertente ma non troppo competitiva, che si conclude sempre con il buffet.

di Michele

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